Cultura

Com’era Quito prima dell’arrivo degli incas e degli spagnoli?

Immaginate che scompaia tutta la frenetica città di Quito, case e strade, luci e persone, e che questa sia solo una pianura circondata da colline, con una grande laguna al centro, dove ora si trova il Parco del Bicentenario. Nessun rumore di traffico, niente chiese o viali. Così appariva l’attuale capitale ecuadoriana mille anni fa, molto prima dell’arrivo degli spagnoli.

Quito ha due luoghi che mostrano lo sviluppo urbano dei suoi primi abitanti, ossia i musei di Rumipamba e della Florida. I primi segni di insediamento a Rumipamba risalgono a 4.200 anni fa, e le tracce ivi trovate hanno permesso di conoscere le usanze dei primi abitanti della capitale ecuadoriana. Sono infatti stati trovati resti di una casa quadrata di terra con tetto di paglia, e gli abitanti probabilmente camminavano quasi nudi, sebbene potessero usare pelli di animali per ripararsi dal freddo. Vivevano cacciando cervi e lama e usavano pietre e bastoni come strumenti.

Tuttavia, l’organizzazione sociale in quanto tale nel territorio di Quito ebbe inizio solo tra gli anni 900 e 1250. Il Museo Rumipamba dispone di sale dove sono conservati i resti di case e luoghi di lavoro dell’epoca, e le tracce di antiche sepolture sono visibili sul terreno. È noto che le tombe dei primi “quitu” avevano un diametro massimo di 4 metri e che i corpi dei parenti venivano sepolti accanto alle case o addirittura al loro interno. Le case a quel tempo erano circolari e avevano pilastri nelle mura, che le rendevano più stabili. Erano fatti di chocoto (fango, cenere, terra nera, acqua e paglia). Le case avevano una grande stanza dove tutti gli abitanti dormivano, cucinavano e conservavano il cibo. In questo modo potevano tenere calda la casa. Ci sono anche prove che, a quel tempo, i residenti sapevano già come lavorare i tessuti. La società era così avanzata che non tutti si vestivano allo stesso modo, e usavano frutti per realizzare fiori geometrici e disegni sui vestiti. Durante gli scavi sono state rinvenute ossa di cavie, ossia resti di mais carbonizzato.

Tracce della Quito antica presso il Museo Rumipamba © Instituto Metropolitano de Patrimonio

Secondo la visione del mondo di questo popolo, la morte era percepita come una porta, una transizione verso un mondo migliore. Nel museo “La Florida” situato nella zona di San Vicente sono stati trovati 30 corpi sepolti in tombe circolari profonde 16 metri. Il ritrovamento è stato accidentale, quando il terreno è stato liberato per la costruzione di alcuni edifici negli anni ’80. I resti sono stati analizzati ed è stato determinato che si trattasse di morti naturali. Le persone venivano sepolte in speciali vesti funerarie fatte di spondylus (conchiglie della costa), in posizione seduta (con le gambe piegate verso il petto) e con il mento legato; si credeva che se i morti fossero stati lasciati a bocca aperta, avrebbero condotto tutti alla tomba. Nelle tombe sono stati trovati gioielli in oro e argento, oltre a piatti su cui sono state lasciate bevande, porzioni di patate e quinoa. I risultati indicano che le persone di quel tempo avevano familiarità con la botanica e si occupavano di erbe.

Entrambi i musei mostrano com’era Quito nei periodi pre-ispanici e persino pre-Inca. I dati ottenuti indicano che i primi abitanti si stabilirono anche a Tajamar, Cotocollao, Cocotoga, oltre che a Cumbayá.

L’arrivo degli Incas ha cambiato radicalmente la struttura di queste culture. Lo storico Juan Paz y Miño sostiene che durante l’era Inca, il centro della città era uno spazio cerimoniale. Il palazzo Huayna Cápac si trovava in questa zona e alcune pietre furono utilizzate per la costruzione, durante il periodo coloniale, di edifici, templi e persino del palazzo Carondelet, attuale sede del governo ecuadoriano. Alcuni di questi edifici sono tutt’ora usati.

Inoltre, un successivo studio ha rivelato prove fisiche della residenza Inca nel centro storico di Quito, El Placer, Chorrera, San Roque e Chimbacalle.

Con gli Incas arrivò il concetto di “sapere“, l’organizzazione sociale e una nuova forma di comunicazione. Furono inoltre costruiti templi, che dopo anni furono distrutti e sepolti in rovine con l’arrivo degli spagnoli.

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© Riproduzione riservata

Foto di Copertina: Andina

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