Attualità

Allerta alle Galápagos: un peschereccio cinese troppo vicino alla costa

Il 29 giugno, un gruppo di attivisti a favore della conservazione della fauna delle Galápagos chiamato “Más Galápagos” ha riferito l’avvistamento di una barca da pesca battente bandiera cinese, facente parte di una flotta di più di 300 barche da pesca del gigante asiatico.

Fino a martedì, la nave battente bandiera cinese era a 150 miglia nautiche a sud della riserva marina delle Galápagos.

Impatto biologico

Secondo alcuni biologi e scienziati specializzati nelle Isole Galápagos, la pesca di queste immense navi risulta fatale per la fauna delle “Isole Incantate”. Anno dopo anno la situazione peggiora, non solo perché gli sforzi per preservare le specie marine in pericolo di estinzione aumenta, ma perché non c’è nessun regolamento imposto da organizzazioni internazionali, regionali e statali.

Proteggere le Isole Galápagos, dichiarate Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’Unesco nel 1978 e Riserva della Biosfera nel 1984, non è solo una questione di interesse per l’Ecuador, ma per l’intero pianeta, “perché sono una fonte di vita per l’umanità”.

Il calamaro gigante risulta essere una delle specie più colpite, in quanto è l’obiettivo principale dei predatori asiatici. Tuttavia, non è l’unica specie minacciata, il calamaro gigante risulta essere l’anello principale della catena alimentare marittima ecuadoriana, quindi, è l’alimento principale dei leoni marini, e delle particolari specie di squali come lo squalo matillo e lo squalo volpe bruna, che sono in uno stato critico di estinzione.

Un’altra preoccupazione dei biologi riguarda alcune barche che si avvicinano troppo alle aree della riserva naturale marina per effettuare “pesca a strascico” che consiste nel liberare enormi reti (100 metri di lunghezza) per predare gli animali marini. Ciò significa che queste barche pescherebbero all’interno delle riserve marine ecuadoriane, rimanendo però in acque internazionali, dove non ci sono leggi che possano regolare ciò che accade.

È necessario sottolineare che già nel 2017 un’enorme nave cinese è stata arrestata per aver invaso le acque ecuadoriane, e nella sua detenzione hanno trovato le terrificanti prove di 200 tonnellate di squali pescati al largo delle isole Galápagos.

Pescherecci cinesi al largo delle coste ecuadoriane © The Guardian

Misure da adottare

Dal 2016 sono stati registrati centinaia di pescherecci, per lo più cinesi, e da quello stesso anno sono stati compiuti sforzi per stabilire protocolli di aiuto e protezione per le specie marine in via di estinzione. Per via dell’emergenza del 2017, è stato convocato un consiglio specializzato per proporre misure di protezione e impedire alle navi cinesi di continuare a saccheggiare il mare, e si sono tenuti colloqui diplomatici con il governo cinese per ottenere una maggiore regolamentazione della pesca.

L’attuale amministrazione ha riferito che il 30 giugno si è tenuta la III Riunione del Comitato Inter-istituzionale del Mare (CIM), in cui è stata analizzata la presenza di pescherecci stranieri in aree adiacenti alle acque giurisdizionali dell’Ecuador, nella regione insulare, inoltre è stata monitorata l’attuale posizione delle navi, al fine di dare una risposta multidimensionale e inter-istituzionale.

Il Comitato incaricato fa parte della Funzione Esecutiva ed è responsabile dell’approvazione, dell’articolazione, del coordinamento e della valutazione della politica pubblica intersettoriale del mare. È formato dai ministeri degli Affari esteri e della mobilità umana, della Difesa nazionale, dell’ambiente, dell’acqua e della transizione ecologica; dei trasporti e dei lavori pubblici; della produzione, del commercio estero, degli investimenti e della pesca; del Segretariato tecnico dell’istruzione superiore, della scienza, della tecnologia e dell’innovazione e del Segretariato nazionale della pianificazione.

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© Riproduzione riservata

Foto di Copertina: Reuters

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