Cultura

Elia Antonio Liut: il “Condor delle Ande”

Elia Antonio Liut è probabilmente il personaggio che più di chiunque altro lega l’Italia e l’Ecuador. Celebrato nel paese andino come eroe nazionale, Liut fu pioniere dell’aviazione civile e militare in Ecuador, nonché fautore del primo viaggio aereo sopra le Ande ecuadoriane, e autore del primo volo postale della storia della repubblica ecuadoriana.

Nato alla fine dell’Ottocento a Fiume Veneto, cittadina friulana in provincia di Pordenone, Liut passò alcuni anni della propria gioventù in Argentina, dove il padre lavorava come elettricista. Rientrato in Italia nel 1911, allo scoppio della Prima guerra mondiale Liut fu chiamato in servizio militare obbligatorio, prima come bersagliere e poi come aviatore.

Fu proprio nel contesto della Grande Guerra che il giovane friulano “imparò a volare”, distinguendosi nel contesto bellico in diversi combattimenti aerei. In seguito al conflitto mondiale, il governo italiano decise di regalare a Liut un aereo, che rappresentò il mezzo di sostentamento di Liut, girando per l’Italia in manifestazioni e spettacoli aerei.

Fu proprio in occasione di una di queste manifestazioni aeree che Liut fu avvicinato, nel 1920, dall’ambasciatore ecuadoriano a Roma, Miguel Valverde Letamendi. Infatti, all’epoca l’Ecuador non godeva ancora di un corpo aeronautico, civile o militare, proprio, e necessitava di una figura professionale che potesse insegnare agli ecuadoriani a “volare”.

Il velivolo “Telegrafo” col quale volò Elia Liut © Nicolás Larenas

Liut si trasferì così in Ecuador, ma non per servire lo stato, bensì un imprenditore di Guayaquil, Castillo, all’epoca proprietario del giornale “Il Telegrafo”, e della banca “La Previsora”. Infatti, il presidente dell’epoca, Baquerizo Moreno, ormai al termine del mandato, non si dimostrò realmente interessato a offrire un contratto al giovane pilota italiano, che continuò a fare dimostrazioni aeree.

Tuttavia, in seguito al primo volo, effettuato a Guayaquil nel 1920, il governo ecuadoriano, questa volta alla guida di José Luis Tamayo, attenzionò Luit, al quale dette l’incarico di condurre due scuole d’aviazione, una a Guayaquil e l’altra a Quito, fondate entrambe nel 1920 in seguito al primo volo di Liut a Guayaquil.

Il mito di Liut come “Condor delle Ande” si consacrò nel novembre del 1920, ad appena sei mesi di distanza dal suo arrivo in Ecuador, quando il governo ecuadoriano gli dette l’incarico di portare a termine il primo volo postale della storia del paese. Così, Liut condusse, con condizioni metereologiche avverse, un volo da Guayaquil a Cuenca, durato un’ora e trenta minuti, consegnando la prima posta aerea alle autorità cuencane.

In seguito a quel volo Liut, ormai ribattezzato “Condor delle Ande”, decise di stabilirsi definitivamente in Ecuador, dove sposò una nobildonna Quiteña, dalla quale ebbe otto figli. Liut continuò la sua carriera di pilota e imprenditore, fino a quando si spense nella sua casa nella capitale ecuadoriana nel 1952. Solamente nell’anno precedente, il Condor delle Ande aveva ricevuto la cittadinanza onoraria dell’Ecuador.

Mini-documentario su Liut, prodotto in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Ecuador

Sono molte le manifestazioni di riconoscimento ed affetto dimostrate a Liut, tanto in Italia quanto in Ecuador, tanto quando era ancora in vita, che dopo.

Nel 25° anniversario del primo volo postale, le poste ecuadoriane gli dedicarono un francobollo, mentre negli anni ’50 il comune italiano di Fiume Veneto pose una targa nella sua casa natale. A Cuenca, nel 1934, venne inaugurato un monumento in memoria del primo atterraggio del volo postale, mentre un busto del pilota si trova a Banos, nella sierra ecuadoriana.

Negli ultimi anni anche la RAI ha dedicato a Liut un breve film documentario, e nel 2015 il fumettista friulano Paolo Cossi gli ha dedicato un libro intitolato “Elia Liut: Condor de los Andes”, distribuito gratuitamente dal comune di Fiume Veneto a tutte le famiglie locali, affinché scoprissero la storia di questo loro celebre concittadino.

Elia Liut riposa nel mausoleo della FAE (Forza Aerea Ecuadoriana) a Quito.

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© Riproduzione riservata

Foto di Copertina: Revista Avance

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